NY Fashion Week: Chiara Boni La Petite Robe P/E 16

Porto in passerella la Primavera/Estate 2016: un omaggio al giardino fiabesco della mia infanzia. Nasce in grembo alla terra una palette di sfumature intense dai toni del lampone a quelli del pesca che insieme esplodono nelle stampe roseto e nelle fioriture print orientali. Chiudo gli occhi e mia madre mi guida alla scoperta di un angolo di irrealtà: tulli crespi stampati, cedevoli baschine petalo, gonfi boccioli di tessuto che si aprono nel movimento del giromanica e rose mature che introducono la ricchezza delle code. Fioriscono da profondi scolli a cuore le silhouette a sirena che concedono la parola al corpo. Sotto le ampie lunghe gonne, si contrappongono, come steli sinuosi, le linee dei pantaloni e fanno capolino, come pistilli, sensuali costumi monocromo. Germoglia il seme di un’eleganza classica vissuta con un guizzo di fantastica immaginazione. Il bianco e nero predominano in giochi geometrici di volumi e in regolari pentagrammi di righe, cucite o stampate nella stripestory del pantalone palazzo. La baschina black&white interpreta asimmetrie orlate. Compaiono piccoli colletti abbottonati sulla pelle nuda e giocose rose accessorio. Si ricompone il revival del classic grazie all’impalpabile delicatezza dei ricami nelle leggere corolle e mantelline che dondolano all’avanzare dei passi. Per le spalle un nodo di romanticismo: il tessuto jersey stretch de Chiara Boni La Petite Robe si stringe in fiocchi dalle soffici ali e si arriccia in una nuove gioiose maniche a sbuffo. Irrompe la pelle con maliziosa seduttività dagli intagli laser, dagli occhielli e dagli anelli delle scollature. 
Al limitare di questo fragile mondo colgo la sua essenza e la trasformo in un profumo. Per gli spazi della sfilata ho fatto realizzare una fragranza che, in una sintesi di percezioni olfattive, riproduca le atmosfere della mia immaginazione. E’ un ricordo impalpabile in cui spicco il volo con trasparenti ali di farfalla per planare dolcemente sui sogni. Lo guardo bambina farsi grande ai miei occhi. Non c’è proporzione di verità nella mia fiaba. 
Novantadue sono i giorni della primavera, “92 days” quelli della mia P/E 2016 raccontati dalla composizione musicale che farà d’accompagnamento alla mia passerella. A realizzarla è stato Yakamoto Kotzuga, il giovane talento di Sugar, principale operatore discografico italiano indipendente ed  uno dei maggiori editori musicali italiani sul mercato nazionale ed europeo. “Sono state le suggestioni e le immagini provenienti dalle idee di Chiara Boni ad ispirarmi nel comporre la musica per la sfilata: atmosfere da sogno, raffinate, quasi fiabesche che seguono le forme sinuose del corpo femminile senza abbandonare però quel mood elettronico e contemporaneo che mi è proprio. È stato veramente un lavoro entusiasmante”. (Yakamoto Kotzuga).

 

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